Programma:

L’interdisciplinarietà è una delle parole chiave della scienza del nostro secolo. Solo apparentemente ‘distanti’, Biologia e Archeologia devono essere integrate e cooperare strettamente per comprendere appieno la specie Homo sapiens – in continuo delicato equilibrio tra genetica, ambiente e cultura. L’impatto antropico del passato è osservabile nei siti archeologici come lo è oggi nelle nostre città, e le trasformazioni ambientali dovute all’azione umana sul territorio hanno radici nelle nostre scelte culturali, fatte di abilità tecnologiche inventate o conquistate in anni di storia. Lo studio del DNA, dei lipidi e delle proteine estratte dai resti archeologici, il polline e i macroresti vegetali sepolti nei sedimenti, tutte sono tracce biologiche che, come in una investigazione poliziesca, permettono di ricostruire vicende non scritte, dalla coltivazione della canapa in epoca romana, alla introduzione di olive alla corte estense, alle modifiche del corso dei fiumi e del paesaggio della pianura padana. Nel seminario saranno presentati i reperti biologici che possono essere studiati e saranno illustrati alcuni esempi di ricerche interdisciplinari di biologi che lavorano nel campo della moderna archeologia.

Relatrice: prof.ssa Anna Maria Mercuri

Periodo: tutto l’anno, da concordare con il docente

Prenotazione (a cura dei docenti delle scuole superiori):

annamaria.mercuri@unimore.it