Programma:

Il mondo così come lo conosciamo è in continua trasformazione e il deserto ci offre esempi preziosi di cosa voglia dire sapersi adattare alla trasformazione. I popoli del deserto sono un esempio di grande adattabilità e capacità di sfruttare risorse limitate e non costanti.
Il seminario offre la visione di un archeobotanico al cambiamento ambientale avvenuto nel Sahara che non è sempre stato un deserto e che porta sepolte le tracce delle sue vicende climatico-ambientali passate.
Da oltre trent’anni, i botanici di Modena che partecipano alla Missione italiana in Sahara (diretta dalla Sapienza di Roma) studiano i cambiamenti avvenuti nelle aree desertiche del sud della Libia. Le trasformazioni ambientali dalla savana aperta a quella arbustata a quella desertica, fino alle dune, segnano un percorso che traccia i cambiamenti climatici avvenuti nel corso degli ultimi millenni.
La tendenza alla desertificazione inarrestabile è particolarmente chiara in questa area remota del pianeta zone. Qui l’azione umana è stata in grado di produrre una meravigliosa arte rupestre (patrimonio UNESCO) e concentrazioni di cereali selvatici che descrivono pratiche di coltivazione di specie sempre rimaste selvatiche e mai domesticate. Le culture pastorali, inoltre, sono state importanti nell’accelerare fenomeni di impoverimento delle risorse vegetali in ambienti già limitati dalla scarsa disponibilità idrica.

Relatrice: prof.ssa Anna Maria Mercuri

Periodo: tutto l’anno, da concordare con il docente

Prenotazione (a cura dei docenti delle scuole superiori):

annamaria.mercuri@unimore.it